WisdomTree - Tactical Daily Update - 01.10.2025

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S’è chiuso un 3’ trimestre splendido per oro, borse asiatiche, Usa ed EU.
Democratici e Repubblicani in disaccordo per evitare lo "shut-down"
Petrolio e Dollaro i «looser» del trimestre.
Cryptos, argento e metalli industriali di nuovo ben comprati.


Settembre si è chiuso con una nota positiva per i mercati europei, spinti dal primo taglio dei tassi della Fed e capaci di scrollarsi di dosso – almeno in parte – le ombre geopolitiche e la guerra commerciale. L’Euro Stoxx 600 ha segnato il terzo mese consecutivo in rialzo (+2,7%), confermando il sentiment costruttivo.
Tra le piazze del Vecchio Continente, brilla ancora Madrid (+3,6%), già “maglia rosa” in agosto, seguita da Parigi (+2,5%) che ha ritrovato slancio dopo la crisi di governo. Più indietro Milano (+1,3%), mentre Francoforte (-0,6%) resta in territorio negativo. A trainare gli scambi, i settori più ciclici: materie prime (+9,2%), retail (+8,2%) e tecnologia (+6,8%). In calo invece il comparto food & beverage (-4,8%).
Il 30 settembre ha portato tensioni per il rischio di shutdown Usa, con Borse europee caute ma in recupero nel finale: Milano +0,4%, Parigi sopra la parità. Oltreoceano, Wall Street ha chiuso in verde: Dow Jones +0,18%, Nasdaq +0,30%, S&P500 +0,41%. Con questo, si è archiviato un terzo trimestre brillante: S&P +7,4%, Nasdaq quasi +11%, Dow +1,7% (quinto trimestre consecutivo in crescita).
Settembre è stato il migliore degli ultimi 15 anni per l’S&P500 (+3,5%), mentre il trimestre, +7,4%, miglior risultato dal 2020. Da inizio 2025, l’indice avanza +13,7%, con un record toccato il 23 settembre a 6.699 punti.
Storicamente, il quarto trimestre è il più favorevole per Wall Street: nell’80% dei casi dal 1928 a oggi si è chiuso in rialzo, con guadagni medi oltre il +4%. Ma i rischi non mancano: rallentamento della domanda di intelligenza artificiale, possibile debolezza macro, tensioni sul mercato obbligazionario.
Shutdown: storia nota, ma timing delicato: lo shutdown non è di solito un fattore di grande impatto, ma questa volta arriva in un contesto più fragile. Le agenzie di rating (Moody’s ha già declassato gli Usa a maggio) potrebbero rivedere il merito di credito. Senza accordo tra Democratici e Repubblicani, il blocco delle attività governative scatterebbe già oggi, 1° ottobre.

I dati macro più attesi, e a rischio di non-pubblicazione, restano i non-farm payrolls di venerdì. Intanto, i JOLTS (offerte di lavoro insoddisfatte) confermano domanda stabile di lavoro, ma la fiducia dei consumatori di settembre è scesa a 94,2 contro i 96 attesi.
Il vicepresidente Fed Jefferson avverte: mercato del lavoro in rallentamento sì, ma pressioni inflazionistiche ancora elevate. Non è comunque escluso un nuovo taglio da 25 punti base già a fine ottobre.
Oro superstar, petrolio in affanno:: l’oro continua la sua corsa, toccando i 3.871 dollari/oncia, per poi stabilizzarsi attorno a 3.800. Si tratta del settimo trimestre positivo negli ultimi otto (+16%), sostenuto da tensioni geopolitiche, acquisti delle banche centrali e debolezza del dollaro.
Sul fronte opposto, il petrolio resta debole: Brent sotto 68 dollari/barile. Tra lunedì e martedì ha perso -3% su rumors di nuovi aumento produttivo dell’Opec+, in dscussione in settimana.
Bond: seduta positiva per i titoli di Stato. Lo spread BTp-Bund resta stabile a 85 punti base, con rendimento decennale italiano al 3,56%. Lo spread OAT-Bund è a 82 bps.
Secondo Christine Lagarde, con i tassi al 2% l’ECB è ben posizionata per gestire eventuali shock. Anche il vicepresidente de Guindos ha ribadito che l’attuale livello è “adeguato”.
Nel Regno Unito, il PIL è salito dello 0,3% QoQ e dell’1,4% YoY, meglio dell’1,2% previsto.
In Italia, inflazione di settembre in calo: -0,2% MoM, +1,6% YoY.
Stamane, in Asia luci e ombre: con le borse cinesi e di Hong Kong chiusi fino all’8 ottobre, troviamo il Nikkei a -0,84%, lo yen si rafforza a 147,9 per dollaro (pur in calo del 2,7% QoQ).
A Taipei Taiex +1%, a Seul Kospi +0,7%.
L’India sorprende: Sensex +0,8% dopo un trimestre in calo del -7,4%. Le buone condizioni meteo migliorano le prospettive agricole e spingono l’ottimismo sui consumi interni.
L’indice Bloomberg Commodity (104,80 usd) ha chiuso il trimestre a +2,6%, trainato da oro (+16%), argento (+30%), caffè (+25%), rame (+4%), alluminio (+3,2%), acciaio (+10%). Zavorra invece da petrolio e gas (-2,5%).
Cripto in evidenza: Bitcoin scambia a 114.700 dollari, con un trimestre a +6,5%, che segue il +30% precedente. Il bilancio 2025 è +22%. Cresce l’appeal come “bene rifugio” parallelo all’oro.
Novità in arrivo: Vanguard valuterebbe di aprire ai suoi oltre 50 milioni di clienti (11.000 miliardi AUM) l’accesso a ETF su Bitcoin ed Ether di altre società.
Bond USA ed Europa: prevale la calma, col rendimento del Treasury decennale fermo a 4,14%, e volatilità contenuta. In Europa: Bund 2,71%, BTp e OAT 3,53%.
👉 In sintesi: settembre ha regalato una stagione di record a equity e oro, mentre petrolio e dollaro restano deboli. Ma il vero protagonista del Q4 sarà il braccio di ferro politico negli Usa: se lo shutdown si prolungherà, il rally di fine anno rischia di incepparsi.

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