Abbiamo avuto un piccolo assaggio del 2025 già nei primi giorni del 2026, con le nuove minacce tariffarie del Presidente Trump che hanno provocato un brusco sell-off sui mercati all’inizio di questa breve settimana.
Nel frattempo, gli investitori erano anche in attesa dei risultati trimestrali di Netflix (NFLX), mentre la stagione degli utili entrava nel vivo.
Il Presidente degli Stati Uniti sembra determinato a fare pressione sulla questione Groenlandia, al punto da minacciare l’introduzione di un dazio del 10% sulle merci provenienti da otto Paesi della NATO a partire dal 1° febbraio, con un incremento fino al 25% dal 1° giugno.
La tempistica appare tutt’altro che casuale, considerando che la campagna di pressione si intensifica alla vigilia della sua partecipazione al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Trump parlerà domani mattina e incontrerà diversi leader mondiali e CEO. Restiamo in attesa.
Naturalmente, un mercato nervoso non aspetta gli sviluppi sulle Alpi. I principali indici hanno registrato un forte ribasso nella seduta di ieri, guidati dal NASDAQ, che ha perso il 2,39% (circa 561 punti) a 22.954,32.
L’S&P 500 è sceso del 2,06% a 6.796,86. Entrambi gli indici sono ora in territorio negativo da inizio anno, un fatto non trascurabile a distanza di circa venti giorni dall’inizio del 2026. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno l’1,76% (circa 870 punti), chiudendo a 48.488,59.
Non assistevamo a un sell-off così improvviso da tempo, e non sorprende che le tensioni tariffarie ne siano state il principale catalizzatore. Detto questo, il movimento impallidisce rispetto alle perdite viste attorno al cosiddetto “Giorno della Liberazione” di aprile. In realtà, un mercato che ha corso così bene per mesi era probabilmente maturo per una correzione di una certa entità.
Ora l’attenzione si sposta sulla natura di questo movimento: semplice scossa temporanea o qualcosa di più strutturale? Nel frattempo, non mancano altri fattori in grado di catalizzare l’attenzione degli investitori.
Tra questi, i risultati di Netflix (NFLX), pioniere dello streaming e colosso dell’intrattenimento, pubblicati dopo la chiusura delle contrattazioni.
La società ha leggermente superato le attese sia in termini di utili sia di ricavi nel quarto trimestre, con il numero di abbonati che ha superato i 325 milioni. Netflix ha inoltre modificato la propria offerta per Warner Bros., trasformandola in un’operazione interamente in contanti.
Tuttavia, proprio come accaduto alle grandi banche la scorsa settimana, il mercato non si è mostrato particolarmente impressionato.
Al momento della stesura di questo commento, le azioni Netflix risultavano in calo di circa il 5% nel trading after-hours.
Anche Interactive Brokers (IBKR) scambia in territorio negativo dopo la chiusura, nonostante risultati superiori alle attese, mentre United Airlines (UAL) registra un rialzo superiore al 3% nelle contrattazioni serali.
Oltre agli sviluppi di Davos e alla reazione ai risultati di Netflix, nella giornata di domani sono attesi anche i report sugli utili di Johnson & Johnson (JNJ), Charles Schwab (SCHW) e Prologis (PLD). Senza dimenticare la possibilità di notizie impreviste, sempre pronte a influenzare un mercato già in uno stato di evidente tensione.
La volatilità e le improvvise “tape bomb” fanno parte del percorso degli investitori di Wall Street. Detto questo, una singola seduta non fa una tendenza. Serve pazienza: osserviamo come si svilupperà il resto della settimana.
Nel frattempo, gli investitori erano anche in attesa dei risultati trimestrali di Netflix (NFLX), mentre la stagione degli utili entrava nel vivo.
Il Presidente degli Stati Uniti sembra determinato a fare pressione sulla questione Groenlandia, al punto da minacciare l’introduzione di un dazio del 10% sulle merci provenienti da otto Paesi della NATO a partire dal 1° febbraio, con un incremento fino al 25% dal 1° giugno.
La tempistica appare tutt’altro che casuale, considerando che la campagna di pressione si intensifica alla vigilia della sua partecipazione al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Trump parlerà domani mattina e incontrerà diversi leader mondiali e CEO. Restiamo in attesa.
Naturalmente, un mercato nervoso non aspetta gli sviluppi sulle Alpi. I principali indici hanno registrato un forte ribasso nella seduta di ieri, guidati dal NASDAQ, che ha perso il 2,39% (circa 561 punti) a 22.954,32.
L’S&P 500 è sceso del 2,06% a 6.796,86. Entrambi gli indici sono ora in territorio negativo da inizio anno, un fatto non trascurabile a distanza di circa venti giorni dall’inizio del 2026. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno l’1,76% (circa 870 punti), chiudendo a 48.488,59.
Non assistevamo a un sell-off così improvviso da tempo, e non sorprende che le tensioni tariffarie ne siano state il principale catalizzatore. Detto questo, il movimento impallidisce rispetto alle perdite viste attorno al cosiddetto “Giorno della Liberazione” di aprile. In realtà, un mercato che ha corso così bene per mesi era probabilmente maturo per una correzione di una certa entità.
Ora l’attenzione si sposta sulla natura di questo movimento: semplice scossa temporanea o qualcosa di più strutturale? Nel frattempo, non mancano altri fattori in grado di catalizzare l’attenzione degli investitori.
Tra questi, i risultati di Netflix (NFLX), pioniere dello streaming e colosso dell’intrattenimento, pubblicati dopo la chiusura delle contrattazioni.
La società ha leggermente superato le attese sia in termini di utili sia di ricavi nel quarto trimestre, con il numero di abbonati che ha superato i 325 milioni. Netflix ha inoltre modificato la propria offerta per Warner Bros., trasformandola in un’operazione interamente in contanti.
Tuttavia, proprio come accaduto alle grandi banche la scorsa settimana, il mercato non si è mostrato particolarmente impressionato.
Al momento della stesura di questo commento, le azioni Netflix risultavano in calo di circa il 5% nel trading after-hours.
Anche Interactive Brokers (IBKR) scambia in territorio negativo dopo la chiusura, nonostante risultati superiori alle attese, mentre United Airlines (UAL) registra un rialzo superiore al 3% nelle contrattazioni serali.
Oltre agli sviluppi di Davos e alla reazione ai risultati di Netflix, nella giornata di domani sono attesi anche i report sugli utili di Johnson & Johnson (JNJ), Charles Schwab (SCHW) e Prologis (PLD). Senza dimenticare la possibilità di notizie impreviste, sempre pronte a influenzare un mercato già in uno stato di evidente tensione.
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